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È un bel giro perchè è molto vario e lascia respirare diversissime atmosfere, anche se – spoiler – non lascia molto spazio allo shopping.

Al cibo sì però – quello non mancherà.


MATTINA

fermata metro Shenzhen Bay Park.

passeggiata lungo la baia: godendosi il parco, il panorama dello skyline di Shenzhen, delle metropoli vicine e Hong Kong. 
Mozzafiato.

Shenzhen Bay
© Virginia Lorello

Tappa obbligatoria, raggiungere l’Overseas Chinese Town dall’altra parte della strada: un’area ben delimitata (cluster, per gli addetti ai lavori) dove è possibile godere di un gradevole esperimento di masterplan contemporaneo. Architettura e paesaggio sono ben articolati e studiati all’unisono, per restituire punti di vista sorprendenti, per impressionare il visitatore. Non per niente è stato classificato dal China National Tourism Administration come un “AAAAAA scenic area”.

E, non meno importante, è un’utile occasione per fermarsi e trovare un veloce ristoro dal caldo afoso. Purtroppo c’è poco di locale/tipico, lasciando spazio piuttosto a proposte internazionali.

Overseas Chinese Town / Beizhoushan
© Virginia Lorello

PRANZO

fermata metro OCT – Overseas Chinese Town

Si continua sempre verso nord (passeggiando o in metro se volete, calcolatevi un po’ i tempi) verso l’OCT LOFT – un distretto dedicato a installazioni artistiche di varia natura: all’aria aperta, in apposite architetture metalliche contemporanee o padiglioni industriali in disuso, facendo il verso allo stile post-industriale dei distretti artistici nelle maggiori capitali europee (vedi Berlino, Parigi, Milano, alcune città olandesi ecc.).

OCT LOFT
© Virginia Lorello

La composizione del distretto in sè non è originalissima o tipica, ma se siete affamati di architettura contemporanea e in generale di realtà artistiche emergenti, apprezzerete molto. Cercando bene è possibile scovare interessanti ristoranti che servono pietanze tipiche della cucina cantonese o di particolari etnie.

OCT LOFT 2
© Virginia Lorello

PRIMO POMERIGGIO

fermata metro Shawei

Ci siamo fermati qui per errore.
Ma consiglio comunque di aggiungerla al percorso (o, se non questa, almeno un’altra area residenziale a piacimento).

da qualche parte in Shawei
© Virginia Lorello
come prima, ma a destra
© Virginia Lorello

È l’altra faccia della medaglia di quello che vedrete dopo e che avete visto prima. Il quartiere è modesto, un po’ povero, ma vi dà l’occasione di vivere l’atmosfera della “megalopoli” di cui vediamo parlare nei documentari, dei mercati cittadini e delle stradine ricolme di localini mono-vetrina stracarichi di cibo.

sotto il palazzo a strisce
© Virginia Lorello


POMERIGGIO

fermata metro Futian

Adesso la parte migliore: se ne avete la possibilità, prenotatevi una bella Ofo (se ancora non è fallita) o Mobike – sì… ricordate? son cinesi.
Pedalare attraverso i grattacieli della zona di Futian è estremamente rilassante, divertente, ma dovete stare attenti: guidano come i peggiori palermitani al volante. Anzi peggio: senza regole, attraversamenti senza preavviso e anche controsenso se è il caso. Ma sono viva, potete riuscirci anche voi.

la mia guida, Shai Kunis, a bordo di una Ofo
© Virginia Lorello
SBF Tower: Hans Hollein & Christoph Monschein
© Virginia Lorello

Ci sono varie chicche nascoste fra i palazzi di Futian… la torre più alta di Shenzhen (una delle più alte al mondo, la “Ping An Finance Centre”); un grattacielo di BIG che increspa la propria superficie con un’onda, quello molto bello di Hans Hollein che vedete sopra e così via. Munitevi di smartphone alla mano.

bella eh?
© Virginia Lorello

Fine della giornata nella Citizen Square, di fronte il Citizen Center (o Civic Center). Piazza d’armi scenografica ma molto più rigorosa rispetto al panorama mattutino.

Non fate come me, rimanete fino alle 9 e godetevi lo spettacolare light show, in cui vengono coinvolti tutti i grattacieli dello skyline. Certo, è bella anche così, con tutti i piani illuminati, ma guardate un po’ questo video.

Ultime ore diurne per il Citizen Center
© Virginia Lorello
e Citizen Square poco prima delle 9
© Virginia Lorello



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