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Il viaggio è durato 9 giorni, dal 28 dicembre al 5 gennaio.
A volte qualcosa andava storto, altre volte l’itinerario sembrava azzeccatissimo. Trovo quindi utile mettere giù la nostra esperienza e qualche consiglio.

Per vedere al meglio una parte, abbiamo selezionato la zona “centrale”, escludendo la Scozia del Sud, parte delle Highlands (a nord di Inverness) e le isole.

A farci da Cicerone e compagnia è stata la guida di National Geographic sulla Scozia. Serie di guide che adoro e che si differenziano dalle altre perché non solo suggeriscono cosa vedere, ma spiegano i famosi usi&costumi, storia&leggende e la mentalità della nazione in questione.

Ok la Scozia è tutta questa
[clicca per ingrandire] Questo il nostro giro, che – per vedere al meglio la parte centrale – esclude la Scozia del sud, le Orcadi e Skye, e parte delle Highlands
il Castello di Dunnottar
© Virginia Lorello

Ne vale la pena?

Premesso che vale sempre la pena viaggiare, ovunque, a questa possibile domanda risponderei… assolutamente sì. È uno dei viaggi più suggestivi che abbia mai fatto. Magia e storia, leggende popolari e identità rivendicata restituiscono un’atmosfera davvero forte. Anche chi non impazzisce per i viaggi naturalistici, avrà comunque paesaggi, castelli e città che lasceranno sempre senza fiato.

A chi consiglierei questo viaggio

Generalmente non credo che esista una meta adatta o meno a qualcuno, anzi. Trovo molto bello che sulla stessa area geografica insistano infiniti modi di vivere, in base alla propria personalità.
Per la Scozia mi sento tuttavia di fare un’eccezione. Mi sento di consigliarla alle famiglie con bambini, che infatti abbiamo incrociato a bizzeffe, e consigliarlo con riserva a persone come me e il mio compagno a cui piace alzarsi tardi in viaggio.

Per i primi infatti ho riscontrato una particolare sensibilità che si manifesta in tantissime installazioni interattive all’interno dei castelli, musei a tema, giochi didattici e così via. Mai vista tale attenzione ai bambini in nessun’altra regione.

Linlithgow Loch
Linlithgow Loch
© Virginia Lorello

Chi non opta per uno stile di viaggio nordico-mattiniero invece non avrà vita facile: luoghi pubblici (giardini, monumenti, musei, tutto), negozi, e molti ristoratori/caffè chiudono i battenti fra le 15 e le 17, anche a Edimburgo. Alcuni servono l’ultimo pranzo prima delle 14, in pochi continuano per la cena. Gli unici a continuare imperterriti, sempre pieni, sono i bellissimi pub – chiudendo entro le 20 la cucina, anche di 31 dicembre. Per noi è stato impegnativo rinunciare al nostro concetto di relax e modificare le nostre abitudini, ma ce l’abbiamo fatta.

Linlithgow Loch
© Virginia Lorello

Qual è la stagione migliore?

Sicuramente un dato scontato per molti, ignorato bellamente da noi nella fase di programmazione: le giornate invernali sono corte, ma tanto corte. Il sole sorgeva alle 8.30, e alle 15.30 era già crepuscolo, notte fonda alle 16.30. Dopo le 16 guidare fuori dalle città diventa meno facile (capitolo strade a seguire), le attrazioni naturali sono ovviamente precluse, e gli orari di apertura sono ancora più stringenti.

Certo, non ha piovuto mai, né nevicato, l’atmosfera natalizia/invernale era molto bella e a parte il vento il clima era tollerabile. Ma potendo scegliere, tornerei in un’altra stagione, non in inverno.

Linlithgow Palace + Linlithgow Loch
© Virginia Lorello

Cosa prenotare prima, cosa programmare dopo

Credo che per un itinerario così vasto e circolare non esistano mezze misure… o totalmente liberi da ogni obbligo o tutto organizzato a puntino prima di partire.

Tutte le vie di mezzo possono infatti portare errori di questo tipo (ovviamente, fatto!):  fermarsi due sere nella stessa località, quando sarebbe bastato un giorno; pernottare in due posti troppo vicini quando bisogna avanzare di 80 km; andar via da una città dove c’era ancora altro da vedere, perché la sera l’hotel è a 152 km. Questo costringe a tornare indietro, sprecare tanto tempo, energia e miglia disponibili, evitatelo!

Sul posto è possibile acquistare l’Explorer Pass, che è davvero conveniente e vi permetterà di vedere tutti i castelli che incrocerete sul cammino (solo pochi non aderiscono al circuito).

Insomma, se si vuole prenotare prima per risparmiare, purtroppo è fondamentale smontare un po’ la magia dell’ignoto e studiarsi il percorso prima, fino a dettagliarne tempistiche e posti da visitare (inclusi castelli, che occupano almeno un’ora e mezza di tempo).  

Linlithgow Loch
© Virginia Lorello

Spostarsi in macchina in Scozia

Tutte le guide consigliano di spostarsi in macchina, per vedere di più e fermarsi quando si può in località che non erano previste. Indubbiamente regala molta libertà e risparmia da stanchezza fisica. Dicono di guidare anche per godersi maggiormente il paesaggio… mah. In realtà al di fuori di Edimburgo, il paesaggio delle strade principali era molto monotono, spesso ho guidato di notte e non ho sentito questo gran valore aggiunto. Probabilmente bisognava addentrarsi ulteriormente, entrando in ogni cittadina (ma sarebbe servito molto più tempo). Non so come sia viaggiare con treni e mezzi pubblici, però di sicuro con la macchina è stato tutto fuorchè un piacere, ma vi dico meglio in dettaglio.

Linlithgow
© Virginia Lorello

L’affitto: abbiamo guardato diversissime compagnie e richiedono tutte un deposito abbastanza alto (1500 sterline), che spesso le carte di credito non raggiungono. Se si ha la possibilità di dare questo deposito, si rischia di incorrere in contestazioni alla consegna della macchina e avere delle trattenute. La cosa migliore è quindi affiancare un servizio assicurativo, che permette di abbassare la quota di deposito a una cifra ragionevole e di non avere eccessive ansie alla guida per eventuali danni/graffi. Purtroppo costa, più dell’affitto stesso: partendo da una macchina da 140 euro, siamo arrivati a un affitto di 375 euro. Guardate prima i feedback di molte compagnie, perché anche se siamo in nord Europa, la professionalità non è data per scontata (evitare assolutamente Easirent). Vi vengono date di default 700 miglia (ma questo giro è fattibile, noi ne abbiamo percorso 696 con tanto di diverse deviazioni ed errori!) e se le si supera si paga. Secondo guidatore: si paga. Danni fuori contratto: si paga. Per 10 minuti di sosta errata abbiamo pagato 140 euro di multa.
Troppo stress per tutte le conseguenze, divieti e telecamere ovunque.

il 99% delle strade al crepuscolo
© Virginia Lorello

La guida: dopo aver cercato due volte a vuoto il cambio a destra, in realtà ci si adatta subito. Quello che non ha smesso mai di mettermi in ansia è la tipologia delle loro strade. Eccezion fatta per un’autostrada fra Edimburgo e Glasgow, tutto il resto è collegato da strade principali, simili alle nostre statali (vedi foto). Strade a una carreggiata, doppio senso di marcia (studiato al millimetro, con poco agio), diverse curve, nessuna illuminazione tranne che nei pressi dei centri abitati, nessun guard rail e tanti automobilisti che sfrecciano a 70 miglia – 110 kmh o più.
Gli scozzesi alla guida son bravissimi, delle saette con una precisione formidabile e attenti alle regole. Non superavano mai la linea continua fra le due corsie, pur sfrecciando anche oltre il limite in curva, e ho visto davvero pochissimi “colpi di testa”, sono molto disciplinati. Ho creato non pochi incolonnamenti, perché per non perdere il controllo del veicolo non riuscivo spesso ad andare a più di 40/50 miglia e se vi erano parecchie macchine nel senso opposto è facile non avere una buona visibilità di sera. A un certo punto ho iniziato a guidare solamente di giorno, il che ha ridotto ulteriormente le ore diurne disponibili (vedi sopra, inverno/estate). Secondo no.

per le vie di Stirling
© Virginia Lorello

Spese varie: la benzina costa davvero poco in confronto all’Italia. Abbiamo speso sicuramente molto meno di 200 euro e abbiamo percorso 696 miglia – 1289 Km!
In diverse località, per quanto assurdamente piccole, non avrete altra scelta che pagare per un parcheggio. Attenzione a soste temporanee… ci sono miliardi di telecamere e multe salate. Se riuscite a informarvi, prima di arrivare, sull’esistenza di parcheggi e soste gratuite, tanto meglio.

Il cibo

Ultimo ma non ultimo, il cibo! A parte il porridge, che non sono riuscita a ingerire più di una forchettata, tutto il resto è stra-buono. Dall’haggis alle zuppe, dal pescato fresco al fish and chips, dai biscotti al burro alla carne locale contenuta in super hamburger. Le birre altrettanto buone, tutte scure o IPA. E la colazione con bacon, uova e salsiccia? C’è da sbizzarrirsi.
Pub super carini e accoglienti, dentro chiese sconsacrate, industrial o rivestiti di legno – che servono piatti più buoni dei ristoranti.

la cullen skink e una selezione/assaggio di birre
© Virginia Lorello

Finalmente l’itinerario

il castello di Edimburgo
© Virginia Lorello

Edimburgo

Sicuramente la più bella, la Regina per eccellenza. È comunque molto contenuta e due giorni per assaporare la città sono sufficienti: Royal Mile e a zonzo per Old Town e New Town con annessa visita al castello. Per ulteriori approfondimenti, tipo aggiungere un museo-monumento in più (come l’Holyrood Palace) consiglio tre giorni.

il Royal Mile a Edimburgo
© Virginia Lorello

Leith

L’abbiamo vista di sera, di ritorno da uno dei giri ad Edimburgo. È molto carina e merita la visita, ma dà sicuramente il meglio di sè di giorno con tutti i localini aperti vicino al porto.

il paesaggio dal Tantallon Castle
© Virginia Lorello

Tantallon Castle (con Bass Rock) e North Berwick

A est di Edimburgo, uno dei castelli più belli che abbiamo visto, con un bellissimo paesaggio circostante. E pausa pranzo alla piccola North Berwick.

North Berwick
© Virginia Lorello

Dundee e Arbroath

In direzione verso Aberdeen abbiamo fatto due fermate strategiche in queste due città, sostituibili anche con altre se preferite. Ad esempio mi hanno parlato molto bene di St. Andrews (con annesso un giro costiero) ma non siamo riusciti a inserirla per questioni di tempo. A Dundee segnalo il V&A Museum di Kengo Kuma in riva al mare e ad Arbroath la sua abbazia.

V&A Museum di Kengo Kuma
© Virginia Lorello
una veduta del percorso fra Stonehaven e Dunnottar
© Virginia Lorello

Dunnottar Castle e Stonehaven

Un altro must, assolutamente da fare. Se arrivate da sud (quindi Dunnottar è più vicino di Stonehaven) consiglio in realtà di procedere oltre e andare a Stonehaven, parcheggiare in centro e fare il percorso pedonale di collegamento fra il centro cittadino e le alture del Castello di Dunnottar: un percorso naturalistico bellissimo, adatto a tutti, che vi permette di vedere Stonehaven dall’alto e dura circa 40 minuti.

Uno dei locali di Stonehaven vanta un primato abbastanza singolare: l’invenzione del Mars Fritto, junk food per eccellenza ma devo dire davvero gustoso. Come il nome stesso suggerisce, si tratta della barretta Mars avvolta da uno strato panato e fritta. Costa circa due pound, è un’esperienza da fare!

il castello di Dunnottar
© Virginia Lorello

Aberdeen

Aberdeen è carina e merita una visita. Purtroppo l’abbiamo assaporata di sera, ma ad accoglierci c’era il primo pub aperto da BrewDog, in pieno centro. Infatti questa buonissima birra è originaria di Fraserburgh (poco più a nord sulla costa). Quasi di fronte vi è una chiesa sconsacrata, divenuta pub e ispirata al mito di Dracula, se avete voglia di sperimentare altro!

Huntly e Elgin

Anche queste sono state due fermate strategiche. nello specifico per raggiungere Inverness. Sono state due soste piacevoli ma rimpiazzabili con altri itinerari (ad esempio girare sulla costa per Fraserburgh o raggiungere Balmoral). Avevamo poco tempo e quindi siamo stati un po’ obbligati. Se vi ritrovate nella nostra stessa condizione comunque non vi andrà male: a Huntly c’è uno dei castelli facenti parte del circuito Explorer Pass e ad Elgin vi è un’abbazia e un centro storico abbastanza carino. Al The Drouthy Cobbler ho ordinato la mia classica IPA e un hamburger con carne scozzese, forse il più buono che abbia mai mangiato.

Inverness

Inverness non mi ha entusiasmato, ma rimane comunque un bel nodo da cui ripartire verso sud. Consiglio assolutamente la passeggiata lungo le rive del River Ness.

il castello di Urquhart
© Virginia Lorello

Urquhart + Loch Ness

Urquhart e Loch Ness in un solo colpo: un paesaggio davvero suggestivo (anche se potrebbe deludere le aspettative per i più impazienti di vederlo). Il castello si trova in un punto strategico, paesaggisticamente perfetto, così come i suoi percorsi interni, mai monotoni e differenziati nelle quote.

Fort Augustus – Loch Ness
© Virginia Lorello

Fort Augustus

Fort Augustus, di strada per Fort William, è stata una sosta molto piacevole. Piccola ma con diversi scorci interessanti, un sistema di canali davvero evidenti (che riporta alle nozioni della guida in fatto di ingegneria scozzese) e diversi localini tipici in cui rifocillarsi. Curioso il “The Highland Club” che ha praticamente preso possesso di una bella abbazia mettendoci su il proprio hotel 4 stelle. Noi abbiamo fatto un giretto…

i canali di Fort Augustus
© Virginia Lorello

Fort William e Glencoe

Fort William, ovvero la città in cui piove sempre. Uno degli errori di viaggio è stato quello di pernottare per due giorni consecutivi qui. Girata la cittadina e il castello adiacente, il giorno dopo non è stato possibile prendere la funivia per il Ben Nevis (nebbia ovunque) nè godersi la passeggiata a Glencoe come si deve. Nubi, pioggerellina e nebbia annullavano ogni paesaggio, per cui lo scorcio più suggestivo si otteneva soltanto dal lago. Per disperazione ci siamo rifugiati all’interno del West Highland Museum a Fort William: piccolo, molto arrangiato ma sorprendente. Contiene diverse storie nazionali che è stato piacevole scoprire e oggetti di ogni tipo legati alla loro cultura: dal curling al tartan, dai fucili dei Commando a dipinti degli Stuart. Di sicuro la storia scozzese, con tutti i suoi intrighi e stermini degni di Game of Thrones, è tutt’altro che noiosa.

sulle rive del Loch Leven a Glencoe
© Virginia Lorello

Glasgow

Glasgow è un must per gli architetti, data la presenza di opere del maestro Mackintosh e di architetture contemporanee famose lungo la riva. Organizzatevi bene, non fate come me. Ho perso molto tempo in centro, e all’interno della Cattedrale, mentre è nel West End che si trovano le architetture di Mackintosh ed era subito sera quando dovevamo già andar via.

Glasgow
© Virginia Lorello

Stirling, Queensferry, Linlithgow

Stirling è un’altra cittadina davvero piacevole da girare a piedi, con in sommità un bel castello che – se avete l’Explorer Pass – vi dico di girarvi senza problemi. L’esterno è in ottime condizioni ed è la parte che ho preferito. L’interno è stato ricostruito in maniera eccessivamente posticcia, ma è perfetto per i bambini perchè contiene tante attrazioni e installazioni interattive. Se non avete il Pass, non avete bambini o non avete tempo, potrebbe anche essere saltato: è uno dei castelli più cari, ma giustificato più dalle esposizioni che dalla bellezza del luogo stesso. Abbiamo pensato che gli Scozzesi sono davvero bravi a valorizzare ciò che hanno, in Italia monumenti anche più belli sono lasciati al caso.

Linlithgow è molto piccolina e la vera attrazione è il suo palazzo. La visita è stra-consigliata, se non obbligatoria – ed è davvero suggestivo il tramonto sul lago. Per cena/pranzo, ci hanno consigliato il ristorante Four Marys.

Abbiamo visto Queensferry di sera ed è davvero piacevole, piena di ristorantini, fra cui il consigliato Boat House. Merita soprattutto per la vista panoramica sulla riva del Firth of Forth con i suoi tre ponti.

Linlithgow Palace
© Virginia Lorello

e infine ritorno a Edimburgo per l’aereo!

E con qualche giorno in più?

Con qualche giorno in più, tipo 12 giorni totali, o avrei visto Skye (anche se le Highlands forse meritano un capitolo a sè) o avrei fatto un percorso di questo tipo per completare al meglio la parte centrale ovvero: castello di Balmoral, St. Andrews e costa nordica con villaggi tipo Fraserburgh.



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