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Più che mai siamo attorniati da mille guide di travel blogger, youtubers, influencers e via dicendo, specialmente per le mete europee. Eppure sento comunque la voglia di metter giù il mio punto di vista, con note che personalmente avrei apprezzato leggere prima di partire – anche perché le guide cartacee mi sono apparse più stringate che per altre nazioni. Spero possa esservi utile!

Quando & meteo

Siamo partiti dal 19 al 27 Agosto, e abbiamo incrociato il tipico clima estivo di questa regione: dalla minima di 16-18° alla massima di 24-26°. Per cinque giorni le previsioni minacciavano nuvole o temporali, ma alla fine dei conti escluso un giorno piovigginoso, siamo stati sempre sotto il sole pieno e aria fresca. A meno di ondate di calore anomale (eh sì, sono arrivate anche qui), questo è il meteo che vi aspetta. Il mare sarà glaciale, preparatevi; anche se in pieno Agosto non riuscivamo a rimanere immersi per più di tre minuti di orologio; il sole sarà comunque molto caldo e piacevole, non sottovalutatelo anche se il vento aiuta.
Lisbona è generalmente molto più calda di questa zona, per non parlare dell’entroterra (Alentejo e altre regioni) che per me era già soffocante nel 2019, non oso pensare adesso.

Quanto tempo dedicare: onestamente vi consiglio una bella settimana piena in Algarve, e se avete la fortuna un 4-5 giorni a Lisbona. Nel nostro caso avevamo incluso un 2-3 giorni a Lisbona perchè il mio compagno non l’aveva ancora vista, ma mi sono resa conto che questo tempo non gli rende giustizia; per cui dedicherò un itinerario a parte.

Pernottamenti

Non siamo temerari nel prenotare in loco, quindi abbiamo bloccato tutto qualche mese prima. Se su Lisbona ho scorto molta scelta, fra hotel e alloggi indipendenti, lo stesso non ho potuto dire per l’Algarve, e se anni fa era una nazione molto economica, ora è abbastanza allineata.

In media l’Algarve ha un rapporto qualità-prezzo più basso rispetto alle grandi città; quello che altrove paghereste per una bella camera con bagno privato, qui lo paghereste per una stanza in un contesto residenziale e bagno in comune. Anche non lesinando sull’alloggio, alcuni servizi di base sono a pagamento, come l’uso di una lavatrice o l’aria condizionata. Nella vostra ricerca suggerisco di non farvi mancare il frigo – perché dell’acqua fresca e qualche panino preparato da sé saranno necessari – e il parcheggio nelle vicinanze, indispensabile per fare la spola tra le diverse escursioni.

L’Algarve ne ha ben da dire da est a ovest e le distanze non sono così enormi. Per cui pensate o a una base, massimo due da cui muovervi; non serve fare check-in e check-out ogni mattina. Ad esempio noi da Lagos ci allontanavamo di 1 oretta e mezza al massimo, ma in media sempre circa mezz’ora. Potete fare base ad Albufeira, Portimão, Faro… sono tutti centri molto carini e vitali per passare la sera quando si rientra dalle escursioni – sempre che ne abbiate la forza.

Noleggio auto

D’obbligo il noleggio auto, anche quello bloccato online qualche mese prima. Auto ritirata con appuntamento in aeroporto e riportata allo stesso punto. Tutto bene, a parte il solito giochetto estorsivo per farti sottoscrivere la loro polizza all-inclusive per 200-300 €. Avevo già acquistato una polizza all-inclusive sul sito del broker, Rentalcars, che costava 1/4; ma era stata inutile.

Chiedete che l’auto abbia il dispositivo ViaVerde integrato, un cugino del Telepass, perché molti pedaggi sono elettronici e privi di casellante. Pagarli online sembrerebbe molto scomodo, e la soluzione migliore è delegare alla compagnia che tratterrà per voi solo le somme effettivamente rilevate dai caselli. Alla fine del viaggio il conto non era alto, circa 70€.

Contrariamente a qualche stereotipo, abbiamo scorto per strada molta disciplina… e molte multe! I vigili multavano auto sui marciapiedi, o in parcheggi pubblici ma fuori dalle strisce consentite, anche se era palese che la località fosse sovraffollata e ci si era arrangiati come si può. In Italia spesso si chiude un occhio in quei casi, ecco, lì state attenti.

Le zone di mare possono essere molto trafficate, anche perché si arriva in punti nevralgici dove logisticamente passano pochi veicoli per volta. Per natura nostra abbiamo adottato orari un po’ anomali, e siamo rimasti imbottigliati solo una mattina a Carvoeiro.

Tour guidato in kayak nelle grotte di Benagil

Altro da prenotare?

Dopo esser rimasta a bocca asciutta in altri contesti di viaggio, ho prenotato solamente un monastero a Lisbona che non volevo perdermi per la terza volta. Mentre per quanto riguarda l’Algarve si trovano facilmente tantissime escursioni organizzate fra Airbnb, Getyourguide o chioschetti locali. A piedi, in kayak, bici, motoscafo, barca e chi più ne ha più ne metta, si trovano. No stress.

In valigia

Perimetrato quindi il periodo e il clima a cui andavamo incontro, procedo con due consigli sulla valigia – e soprattutto questi avrei gradito tanto leggerli prima. Oltre ai soliti “vestiti comodi” portate:

  • K-way con cappuccio. Il primo must. Il vento è perenne e sotto il sole (che è forte come in Sicilia) è persino gradevole, ma con un po’ di nuvole o al primo calar del sole dalle 18 può essere davvero fastidioso o invalidante, ci si sente storditi e infreddoliti. Se beccate pioggia, va in ogni direzione.
  • Scarpe da tennis con buon grip, infradito E BASTA. Niente scarpe da scogli, che mi ero portata e non son servite. NON PER FORZA scarpe da trekking – se le avete, bene per voi ma l’acquisto non è indispensabile. Tutti i percorsi sono fattibili con scarpe da tennis con suola flessibile in gomma, che non vi importi se si rovinino un po’. L’importante è non farsi le scalate con suola piatta come le Converse per capirci.
  • Niente occhialini o maschere mare (poi se avete spazio…). Visto che le spiagge sono perlopiù sabbiose e il mare è mosso non serviranno a granché, nè le guide ci hanno esortato a utilizzarle.
  • Un pantalone lungo leggero e una felpina. Pensate all’estate di 10 anni-20 anni fa, la sera: ecco (lo so, che nostalgia).
una delle tante grotte e aperture che collegano le spiagge e le insenature dell’Algarve

Mood

Considerate i tempi di viaggio leggermente dilatati, per voi e per loro. Godetevi la vacanza.

Da palermitana irrequieta, adattata bene alla frenesia milanese, tornare in Portogallo è stato come addentrarmi nell’entroterra siculo: le cose vengono fatte lentamente, con pause e senza che nessuno si lamenti, solleciti, suoni il clacson. Anche nelle situazioni più snervanti, nessuno si scompone per un’attesa in più.

Funziona quindi che l’autonoleggio ci metta un’oretta a darci l’auto, in autostrada si creino file più lente per non sollecitare chi è avanti, al supermercato un’intera fila rimanga bloccata perché un signore non sa come pagare e la commessa non lo liquida, anzi, lo supporta con calma e si mettono anche a raccontarsi fatti propri – sempre lentamente.

Funziona così, e forse dovremmo (dovrei soprattutto io) imparare da loro.

Un altro aspetto che mi preme sottolineare, è il forte senso civico e la sensibilità per l’ambiente che abbiamo percepito in diversi posti. Non che ci voglia molto a superare la mentalità nostrana, ma è stata una bellissima riscoperta, anche motivazionale, vedere come si prendano cura di molti luoghi, come valorizzano ecodiversità, riutilizzo, riuso, antispreco, energia pulita, rispetto per il prossimo, paesaggi semplici e rurali… ha veramente scaldato l’animo.

Ponta da Piedade

Itinerario

Ci metto sempre un po’ ad arrivare al dunque di queste guide, ma per me la preparazione e il contorno sono tanto importanti tanto quanto le tappe di viaggio. Se fa piacere anche a voi, mi rende più contenta.

Da est a ovest vi riporto le tappe assolutamente da fare, accomunate per area geografica, e qualche consiglio sparso.

Cabo de São Vincente

Cominciamo dalla punta più a ovest dell’area! Il capo è molto suggestivo, non solo per la sua stessa natura di punto estremo, ma anche per le coste scoscese e la Pedra das Gaivotas che si scorge nel panorama. Il faro, piacevole come architettura, non è visitabile; la strada per arrivarci e godersi la vista è disseminata di tanti ambulanti (food e oggettistica) che approfittano del flusso di turisti. Nel nostro caso ha iniziato a piovere e tutti hanno sgomberato, quindi nonostante fosse alta stagione, l’abbiamo visto in una chiave immagino più suggestiva. Piccola sosta ma vale la sua tappa.

Noi non siamo riusciti per la pioggia, ma se avete modo, andate un po’ più a nord a vedere le coste ovest, più battute dai surfisti. Questo sport infatti è molto praticato, e da ogni parte del mondo vengono a testare le coste portoghesi che ben si prestano; la più famosa in zona è Praia do Amado.

faro di Cabo de Sao Vicente

Sagres

Da non perdere la Fortezza di Sagres, o il “Farol de Vila de Sagres“. Infatti solo accedendo alla zona fortificata potete godere del bellissimo panorama costiero sull’estremità – ancora più bello di Cabo de São Vicente. All’interno del perimetro fortificato sono stati predisposti diversi punti di osservazione botanici e faunistici e un museo interno alla fortezza dedicato alla storia del colonialismo e al ruolo di Sagres.

Negli esterni mi è piaciuta davvero tanto l’installazione “La Voz do Mar” a cura di Pancho Guedes: un piccolo labirinto di Arianna che al centro ha ricavato una cabina per l’ascolto delle onde (ecco perchè voce del mare); iI pavimento è collegato con una grotta sottostante e lo scroscio delle onde è fortissimo e suggestivo. Nella stessa giornata – in cui abbiamo incluso il Cabo de São Vicente – abbiamo fatto una bella pausa alla Praia da Mareta; piacevole ma non indispensabile per l’itinerario.

Lagos

Ponta da Piedade vale tutto il viaggio, e vi consiglio di dedicarvi mezza giornata piena se non una intera. Si tratta di un promontorio molto ben organizzato a livello paesaggistico, perché passerelle e piattaforme ti guidano lungo le diverse insenature, permettendo a tutti (anche a persone con passeggini o anziani) di godere del paesaggio e cogliere i principali punti di osservazione. In alcuni punti – ad esempio il più importante O Elefante – vi sono delle scalette che portano quasi a pelo dell’acqua, ma la maggiorparte del percorso è in alto e a una buona distanza di sicurezza.

Come vedrete in tutta la regione, in tantissimi si avventurano anche fuori dai percorsi guidati, a loro rischio e pericolo: il terreno e le rocce sono friabili e le sporgenze sono importanti, senza protezioni. Personalmente soffro un po’ di vertigini e ho sbirciato un po’ più in là solo ogni tanto, sempre a debita distanza dai bordi. L’unico fai-da-te avventuroso che vi consiglierei – non sembra eccessivamente ostico – è quello di riuscire ad arrivare ad alcune calette in spiaggia. Seguite altre persone in loco se riuscite, non sono segnalate ed è difficile intercettarle; solo così abbiamo raggiunto Praia do Canavial, una bellissima spiaggia racchiusa fra le insenature. Non abbiamo avuto tempo per scendere e farci un bagno anche nelle altre due super consigliate: Praia do Camilo e Praia Dona Ana. In molti improvvisano un mini aperitivo fai-da-te, godendo della vista del tramonto tra le varie passerelle e piattaforme, idea molto carina.

Il centro di Lagos città è pieno di locali, musei e attività di vario tipo, ma vi abbiamo dedicato del tempo solo la sera.

Ponta da Piedade, Lagos

Portimão, Silves

Per ragioni di tempo, siamo stati pochissimo a Portimão che sembrava anche abbastanza sacrificabile, per cui abbiamo visto solo la sua sterminata Praia da Rocha, molto bella.

Silves si trova internamente e non sulla costa, e per ragioni logistiche l’abbiamo visitata di sera, dopo il tramonto. Una scelta che si è rivelata suggestiva e affascinante: l’arrivo in auto regala uno spettacolo unico, con il castello illuminato che sovrasta le colline. Silves non a caso è stata l’ex capitale del Regno dell’Algarve, e rispetto ad altre cittadine ha un centro storico più definito. Sicuramente avrà molto altro da mostrare di giorno, ma questa versione notturna è stata molto piacevole. Con l’occasione abbiamo bevuto anche la sua birra locale – vedi l’approfondimento al tema cibo.

Caminho do Algar Seco

Carvoeiro

Subito dopo tocca alla zona di Carvoeiro e lì vi suggerisco di stare un due giorni, anche per fare un po’ di mare. Questa è la mia area preferita in toto, in pochissimi chilometri ci sono i seguenti posti mozzafiato:

  1. Carvoeiro e Praia da Carvoeiro
    paesino molto carino costellato di abitazioni bianche, con la sua spiaggia racchiusa fra due insenature. Contesto molto raccolto e piacevole per un aperitivo o un pranzo,
  2. Caminho do Algar Seco con A Pedra de Turok, Miradouro da Falésia, Gruta da Boneca e Boneca tidal oven
    da Carvoeiro stessa basta fare pochi metri a piedi per iniziare un percorso in quota fra le passerelle, come quello che vi ho descritto per Ponta da Piedade a Lagos. Molte di queste passerelle si avventurano scendendo con diversi gradini verso anfratti, insenature, grotte e aperture difficili da spiegare a parole e una più bella dell’altra
  3. Praia do Carvalho
    spiaggia sabbiosa molto suggestiva stretta fra due coste rocciose. Si arriva attraverso grotte e passaggi scavati nella roccia, e ancora altre se ne scorgono all’interno di questa piccola baia. Al pomeriggio tardi l’ombra la ricopre totalmente, consiglio di andare nelle prime ore della giornata.
  4. Benagil e il suo complesso di grotte fino a Praia da Marinha
    sicuramente la prima immagine che vedrete dell’Algarve è proprio questa, la pubblicizzatissima Benagil Cave. Bella, bellissima, ma la cosa più bella è che in tutto il viaggio ci sono così tanti altri scorci mozzafiato che avrete l’imbarazzo della scelta. Per esplorare la zona potete scegliere di fare il cammino dall’alto (il Cammino delle Sette Valli Sospese) e/o un’escursione guidata. Avremmo fatto entrambe, ma dovendo scegliere stavolta abbiamo fatto il percorso via mare: ovvero un giro guidato in kayak per poter entrare dentro le grotte. Divertentissimo e consigliatissimo: prenotatelo il giorno prima, vedrete come la zona sarà invasa di kayak!
  5. da Praia da Marinha all’Arco de Albandeira
    per quest’altro tratto siamo tornati sulle nostre gambe, e abbiamo esplorato la zona camminando nelle sue sommità. Come il Caminho do Algar Seco e come Ponta da Piedade, ci sono passerelle che guidano lungo il percorso, anche se più discontinue, coprono meno il territorio e molte sono rotte. Per cui stavolta sono uscita leggermente un po’ di più dai tracciati obbligati, e se doveste farlo fate iper attenzione. Fra le raccomandazioni avevo dimenticato che il vento è fortissimo, i passaggi a volte stretti e i cartelli di pericolo infatti sono ovunque. Meravigliosa anche questa parte.

Queste località sono molto vicine fra loro, e potrete organizzare di vederle in successione o tornare dove serve. Destinate mezza giornata alle escursioni che teoricamente durano due ore: la zona è molto molto trafficata, i parcheggi si riempiono subito e bisogna arrivare prima, in più le stesse organizzazioni possono subire ritardi. Come scritto sopra, abbiamo fatto l’escursione più famosa, quella che include la Grotta di Benagil, ma anche altre saranno altrettanto interessanti perché la zona è costellata di grotte e anfratti suggestivi; ad esempio non siamo entrati nella bella Algar dos Capitaes, e sicuramente ce ne siamo persi qualcun’altra.

Arco de Albandeira

Albufeira e Praia da Oura

In wishlist, purtroppo non ci siamo arrivati e abbiamo dovuto sacrificarle.

Faro e Olhão

FaroOlhão sono due cittadine molto carine che vi suggerisco assolutamente di visitare. A Faro ci sono anche un paio di chiese con gli azulejos azzurri e La Capela dos Ossos che vi raccomando di riuscire a beccare prima della chiusura. Non è facile visto che di giorno si vuole godere il più possibile l’aria di mare – infatti le abbiamo trovate chiuse.

Abbiamo dato priorità al Parque Natural Da Ria Formosa. Una riserva naturale che si estende per 60 km, dalla riva di queste cittadine alla riva di fronte Tavira. Nel suo ecosistema fanno parte delle piccole isole sabbiose: Ilha Deserta, Ilha da Culatra, Ilha da Armona, Ilha de Tavira e Cabana.

L’area è visitabile perfettamente prendendo da Olhão o Faro dei traghetti pubblici che costano pochi euro e trasportano all’Ilha da Culatra e Ilha da Armona e all’Ilha Deserta. In quest’ultima c’è solo un ristorante e nient’altro, ma se volete fate un giro anche lì. Non fate come noi: non prenotate tour e guide in barca che durano dall’oretta alle tre orette, perché contrariamente alle apparenze sono molto più lente e nello stesso lasso di tempo si riesce a vedere molto meno, quindi è una spesa davvero inutile. Ilha de Tavira e Cabana suggerisco di vederle dalla prossima tappa, perchè più vicine appunto a Tavira.

In generale la zona è un gioiellino di ecodiversità, rispetto del paesaggio e architettura povera. Qui si sente fortissimo il senso civico e ambientalista di questo popolo, e i cartelli che inneggiano al riuso, riciclo e alla sensibilità ecologica sono moltissimi. I suoi paesaggi semplici eppure selvaggi sono affascinanti, colorati e delicati; le spiagge sabbiose finissime si alternano a paesaggi con rocce, paludi e vegetazione da zone desertiche. Ovviamente vige il divieto assoluto di costruire nuove strutture e deturpare il paesaggio in qualsiasi maniera, fra cui calpestare alcuni tratti di dune perché cambierebbero il fragile equilibrio dell’ecosistema.

Le poche architetture locali sono semplici, chiari esempi di architettura povera (non in senso economico ma in senso strutturale), e comunque decorose nella loro estetica e con giardini rigogliosi. Ilha de Culatra nello specifico è divisa in due: una parte più turistica e comunque riconosciuta dallo stato, e una parte che si chiama Ilha do Farol. Anni fa la popolazione l’ha occupata abusivamente, il governo nel tempo gli ha concesso comunque di rimanervi, ma non ha dotato le poche abitazioni di reti idrauliche e allacciamenti elettrici, per cui gli abitanti si sono attrezzati al meglio delle loro possibilità. Ilha da Armona non pervenuta purtroppo, la nostra guida-barca non ci ha portati.

Ilha de Culatra


Tavira

Prosegue il nostro giro in questa zona protetta del Parque Natural Da Ria Formosa; stavolta non serviva nessun traghetto. Abbiamo lasciato la macchina a Pedras de El Rei, ovvero in prossimità di uno dei ponti pedonali che collega l’Ilha de Tavira alla terraferma. Dal ponte pedonale parte un trenino che suggerisco alle famiglie, altrimenti la passeggiata per arrivare alla spiaggia, immersa nella natura, è piacevole e dura una ventina di minuti. La spiaggia è sabbiosa, molto grande e pulitissima come tutte le spiagge dell’Algarve. Sempre in zona abbiamo visto Pego do Inferno, un’area naturalistica con rocce rosse e canneti, una piccola cascata e uno specchio d’acqua con tanto di corda per tuffarsi in maniera più artistica – per chi sa farlo.

Dal pomeriggio tardi siamo stati poi nella cittadina di Tavira. Un disegno urbano che ho apprezzato moltissimo, con le sue mura, il fiume e il suo sistema di chiese, dove sono presenti degli azulejos. Siamo riusciti a vedere la Igreia de Santa Maria do Castelo, particolare perché uno dei decori è stato restaurato senza criterio: gli operai hanno perso la numerazione dei singoli pezzi e non sapendo come proseguire, hanno installato gli azulejos alla rinfusa. Lo ricorderò per sempre!
Per tutta questa tappa, abbiamo dedicato una giornata.

Igreia de Santa Maria do Castelo

Cibo

Avrete notato che non ho approfondito sino adesso l’argomento relativo alle pietanze locali, a cui solitamente tengo molto. Questo perché, sebbene sia stata complessivamente tre volte in Portogallo, ho faticato a trovare ristoranti integralmente dedicati alla cucina portoghese – eccezion fatta per quelli super turistici che ci attraevano meno. Nelle vie più battute regna la cucina internazionale: italiano, indiano, arabo, hamburger, ristoranti generici fusion europei eccetera.

Qualcosa l’abbiamo provata nei diffusi fusion spagnolo-portoghesi, dove tra l’altro la parola TAPAS (spagnola) troneggia al posto del loro corrispettivo portoghese PETISCOS. Le tapas / petiscos sono piccoli piatti economici della cucina locale, e ordinandone vari si riproduce un po’ l’esperienza del nostro aperitivo. Il locale in questione ovviamente aveva un mix di piatti spagnoli e portoghesi, e di local abbiamo provato:

  • il chorizo, una salsiccia/wurstel ben cotta alla griglia. Un sapore molto forte e pesante
  • Pastéis de Bacalhau, polpette di baccalà, fritte, buonissime
  • Bacalhau à Brás, un piatto unico di baccalà, vegetali e uovo che ricorda una frittata. Non il mio preferito, ma va provato
  • Lollipop de alheira, polpette di carne ed erbette, buonissime

Abbiamo fatto un tentativo con The Fork, e in effetti abbiamo trovato locali frequentati solo da portoghesi – con tanto di compleanni in corso. La cucina era effettivamente locale, ma più che legarsi alla tradizione era frutto dell’ispirazione del singolo chef; bella esperienza ma non ha colmato quella curiosità sui piatti “tipici”. Sono aperta a consigli per assaporare questo tassello.

E infine, quelli sì che son facili da trovare, i Pasteis de Nata. Famosi come i Macaron, fotografati da tutti e trovabili in ogni bar, caffetteria, pasticceria, supermercato, singolo store della regione. Sono piccole sfoglie dolci con all’interno la crema gialla e sopra una spolverata di cannella. Li abbiamo provati alla Pastelaria Santo Antonio, che ha vinto vari premi, e son buonissimi. Il posto più famoso è il Pastéis de Belém, in cui c’è moltissima coda sappiatelo – ma forse per l’asporto no. Ne abbiamo comunque trovati di super buoni anche in caffetterie non blasonate.

Abbiamo provato anche le bibite locali: l’IPA de Silves – buonissima; la Superbock – una semplice pils – e dei vini della zona.

Chiusura

Il Portogallo si è riconfermato per me una delle nazioni più belle, suggestive e autentiche che abbia mai visto. Sa vivere con poco ma sempre dignitosamente e con una certa cura; anche i recenti allineamenti al mercato del turismo non sembrano averlo snaturato o aver dato forma a “piccoli mostri”; speriamo che continui su questa strada.
Grazie a chi è arrivato in fondo al resoconto, ogni contributo e commento sarà preziosissimo per me. Grazie anche a Laura che in questo articolo mi ha dato moltissimi spunti che mi hanno permesso di imbastire le tappe del nostro viaggio.

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